Incel, redpill, conservatori e sedicenti progressisti/e: l’attivismo del papponaggio

Gli/le attivisti/e pro-prostituzione non provengono soltanto dall’università, pagata coi soldini dei genitori, o da una posizione lavorativa stabile e redditizia. Provengono anche da partiti come la Lega, i cui esponenti non hanno mai nascosto la loro misoginia (due giorni fa un consigliere comunale leghista ha affermato che il 90% delle denunce esposte dalle donne vittime di violenza sarebbero false), e dai gruppi di frustrati, violenti e parassiti, i cosiddetti “incel” e “redpill”: uomini incapaci di relazionarsi con le donne, che passano le giornate su Internet a vomitare odio e misoginia adducendo a mo’ di giustificazione la loro presunta oppressione dovuta al fatto di non essere “belli”, ricchi e, udite udite, di essere maschi. Accusano il femminismo di aver privato la donna del suo “ruolo naturale”, ossia la buona samaritana sottomessa dal marito, che sforna bambini e subisce stupri e violenze coniugali senza batter ciglio.

Si tratta di uomini, anche molto giovani, che vedono le donne come oggetti sessuali alla loro mercé. Le odiano. Nella loro visione misogina, o sono sante o sono puttane. Immaginate che tristezza passare le giornate a sputare veleno e misoginia, invece di provare ad essere una persona migliore per sé e il proprio futuro. E parliamo di uomini pro-prostituzione. Magari non comprano neanche sesso, considerato che sostengono di essere sempre al verde a causa dell'”ex moglie arpia” o per la presunta bruttezza. Sta di fatto che, essendo brutti dentro, non ci stupiscono quando affermano di essere favorevoli alla prostituzione.

A questa feccia della società dobbiamo aggiungere i conservatori, quelli che “viva la famiglia tradizionale” e poi, come un certo elemento, ne hanno due o di più, oppure come l’altro personaggio che continua a rimanere accanto al marito che acquistava prestazioni sessuali da ragazze minorenni. I conservatori possiedono una mentalità borghese di stampo maschilista; tollerano la prostituzione perché lo Stato ci può guadagnare sopra, nella speranza che, esattamente come nel suddetto caso, le mogli accettino le scappatelle dei mariti limitandosi a salvaguardare le apparenze.

Infine, troviamo i/le sedicenti progressisti/e, tra cui quelli/e che si appropriano di termini come femminista e sostengono di essere a favore dei diritti umani – e chi più ne ha più ne metta. Continuano a metterci lo slogan ma non l’orifizio. Deridono le donne sopravvissute, talvolta le accusano di mentire, talaltra le aggrediscono durante le conferenze alle quali vengono invitate a testimoniare. Sono persino arrivati ad accusare noi di demonizzare i compratori di sesso, nonostante abbiamo messo loro davanti gli screenshot delle recensioni in cui affermano chiaramente di degradare e brutalizzare le donne prostituite! Si dissociano – con tanto di ragione – da qualsiasi idea dei partiti conservatori e di destra e da incel e redpill. Indovinate su quale punto, però, vanno d’accordo. La prostituzione. Su quello sono tutti unanimi. E, poiché sono così uniti nel difendere l’oppressione più antica del mondo, ecco il termine per tanta unanimità: papponi.

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