La prostituzione non è mai stata il mestiere più antico del mondo

Ritratto di un bordello

Discutere di prostituzione con i suoi fautori è ormai diventato noioso e deprimente, dal momento che le loro argomentazioni partono da quelle dei conservatori di destra, con la solfa “Si tratta del mestiere più antico del mondo, lo Stato tassa e le donne sono protette e controllate dai medici”, fino ad arrivare a quelle dei presunti militanti di sinistra e delle attiviste che diffondono slogan come “Il corpo è mio e lo gestisco io” e utilizzano i termini empowering e sex work. Ma il contesto della prostituzione non è inerente né ai lavori più antichi né all’autodeterminazione dell’individuo. Se consideriamo il contesto storico e culturale dell’umanità, soltanto la disonestà intellettuale può portarci alle conclusioni dei pro-prostituzione.

LE PROSTITUTE SACREIN MESOPOTAMIA ( XVIII secolo a.C.)

Il ruolo della donna in Mesopotamia consisteva nell’essere la figlia del padre e la moglie del marito. Le donna veniva addestrata fin dall’infanzia per essere confinata nei ruoli di moglie, madre e curatrice della casa, e raramente poteva partecipare attivamente all’interno della società. Se lavorava fuori dalle mura di casa il suo lavoro consisteva in un’estensione delle mansioni domestiche (cucinare, a produrre la birra, macinare il grano, filare e tessere).
La sua “indipendenza” finiva con le conoscenze sulla gravidanza, grazie alle quali poteva diventare ostetrica o creare farmaci che impedivano la gestazione o procuravano aborti.
Quando raggiungeva l’età della pubertà, per la società era già in età da marito. Veniva letteralmente vendute dal padre e comprata dal futuro marito. Se il promesso sposo moriva prima della cerimonia, era costretta a sposare il fratello di lui o un altro suo parente. Se trascurava la casa o disonorava il consorte, veniva punita con la morte per annegamento.
Le donne che rifiutarono l’istituzione del matrimonio vennero ripudiate dalle famiglie ed usate come schiave del sesso. Ecco chi erano le “prostitute sacre”. Furono definite tali per evitare che la morale dell’epoca potesse condannare questa forma di sfruttamento. Infatti ricevevano i “clienti”, tra cui forestieri e stranieri in visita, in un tempio sacralizzato, dove incarnavano il ruolo di Ištar, la dea dell’amore, della fertilità e dell’erotismo. Gli uomini che le stupravano pagavano con denaro o vari prodotti. Si diceva che fosse un’offerta alla dea, ma sappiamo che dietro di essa c’era il compenso per le prestazioni sessuali ricevute.

LA PROSTITUZIONE NELL’ANTICA GRECIA

Nella fallocratica Grecia i cittadini ricchi potevano comprare sia donne che uomini, a patto che fossero schiavi o cittadini liberi, per usarli come oggetti sessuali “passivi”. C’erano anche i bordelli, diversi dai tempi descritti sopra per le modalità ma con lo stesso scopo. Anche se c’erano casi di prostitute e prostituti indipendenti, la stragrande maggioranza finiva coinvolta nel commercio del sesso a causa della povertà o della schiavitù.

LA PROSTITUZIONE NELL’ANTICA ROMA

Le prostitute nell’antica Roma erano tutte schiave o ex-schiave. Chi comprava le loro prestazioni sessuali doveva però attenersi ai codici della morale dell’epoca, quindi era obbligato a moderarsi.

Proseguire sarebbe superfluo. Questi tre esempi bastano e avanzano per affermare con serenità che la prostituzione non è mai stata il mestiere più antico del mondo, bensì l’oppressione più antica. I miestieri più antichi riguardavano l’agricoltura, la caccia, la pesca, la tessitura, la costruzione di case, l’allevamento. Chi finiva a vendere prestazioni sessuali era uno scarto della società, oppresso in quanto schiavo o cittadino povero. Chi invece acquistava sesso era ricco e potente, e si eccitava nel manifestare il suo potere umiliando i più deboli attraverso la prevaricazione sessuale, un po’ come fanno i compratori di sesso odierni quando recensiscono le violenze perpetrate contro le donne prostituite sui siti di escort. Al di là dell’ingannevole ideologia e dei borghesi luoghi comuni, la verità è questa. E grida giustizia.

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