Il maschio italico e il suo odio verso le donne che emergono

10/06/2019

Sul web si discute dei mondiali di calcio femminile, in cui l’Italia ha vinto all’esordio sconfiggendo l’Australia a 2-1. C’è chi, come me, ne gioisce; e chi, come i classici maschi italici, si indigna e riversa tutto il suo livore su Facebook o Twitter.

“Inguardabile”, “Stanno abbandonando la loro femminilità per copiarci”, “Mi rifiuto di pagare Sky per finanziare questa roba”, “Sarebbe gravissimo se raggiungessero lo stesso stipendio dei calciatori maschi”, “Dovrebbero fare una partita contro una squadra maschile, così vedi come perdono e capiscono che tutto ciò è ridicolo”. Sono solo alcuni dei mille e passa commenti rilasciati sotto i post delle pagine che hanno parlato della partita. Sono anche volati gli epiteti sessisti, ma abbiamo scelto di non menzionarli.

Questi uomini hanno dimostrato di temere l’emancipazione femminile e l’idea stessa di parità sociale, che di conseguenza include anche l’ambito dello sport. Si sentono in dovere di sentenziare, di stabilire cosa dovrebbero fare le donne. Sono dei bulletti misogini che utilizzano la forza fisica per manifestare la loro presunta superiorita. Che le strutture muscolari femminili e maschili siano diverse è fuori discussione. Infatti le competizioni sportive femminili esistono perché a partecipare siano solo le donne. Quindi la domanda è d’uopo: perché gli uomini devono mettere il becco anche dove non c’entrano niente? Nessuna donna viene a sindacare sul calcio maschile scrivendo le oscenità di cui questi fenomeni si sono resi autori sui social network.

Sono uomini misogini che non tollerano l’uguaglianza sociale. L’idea che una professionista del calcio possa guadagnare lo stesso stipendio di un giocatore maschio li ripugna a tal punto che gridano allo scandalo. Ma se una donna prostituita guadagna più di un operaio o di un impiegato non battono ciglio. Perché? Perché svuota i loro testicoli. Ecco da dove nasce la rabbia dei maschi italici: dall’idea che le donne scelgano professioni intellettuali e/o sportive attraverso cui realizzarsi, sfuggendo così allo sfruttamento riproduttivo e sessuale, nonché all’ornamento sessualizzato per i conduttori televisivi e il pubblico maschile di Ciao Darwin. Donne che rinunciano alla costruzione sociale della femminilità per scegliere altro con cui autodeterminarsi.

La donna nel campo da calcio non va bene, li infastidisce. Meglio nella vetrina di un bordello di De Wallen. Qualsiasi cosa fatta da una donna indigni il maschio italico significa che è giusta e che, quindi, bisogna proseguire. Evviva le azzurre!

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Un pensiero riguardo “Il maschio italico e il suo odio verso le donne che emergono”

  1. La vendita del proprio consenso sessuale è oggettificazione, visto che da essere umano con dei desideri diventi un oggetto alla mercé delle richieste sessuali altrui, che vanno soddisfatte mettendo da parte i propri impulsi. Non è difficile da capire.

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