Gli italioti e la loro concezione del decoro

1/06/2019

Da qualche mese alcuni comuni italiani hanno iniziato a sanzionare i compratori di sesso che vengono colti mentre acquistano prestazioni per strada. Iniziativa giusta e lodevole, se non fosse che vengono spesso punite anche le donne prostituite. La motivazione? La salvaguardia del decoro delle strade. Molti dei sindaci italiani che approvano le ordinanze contro la prostituzione si esprimono con una retorica intrisa di banalità trite e ritrite: “Le strade devono essere decorose”, “I bambini non possono vedere certe cose”, “Facciamo brutta figura coi turisti”.

Nel commentare le notizie, i nostri connazionali sostengono di essere preoccupati per i bambini residenti nelle vie in cui le donne si prostituiscono perché potrebbero vedere cose in grado di turbarli psicologicamente. Ma, a differenza dei sindaci che incoraggiano le sanzioni, propongono l’alternativa della riapertura delle case chiuse. Così il degrado verrebbe rinchiuso in quattro mura e loro si ritroverebbero con la coscienza a posto. Dicono di volere delle strade decorose, pulite.

Gli italioti non fanno il minimo sforzo per comprendere che il decoro è l’ultima cosa di cui dovrebbero preoccuparsi, dal momento che ad essere più urgenti sono lo sfruttamento sessuale, la tratta, le ragazze minorenni sulle tangenziali, le nigeriane importate come oggetti, i danni fisici e psicologici causati dai continui abusi, la misoginia dei “clienti”, i papponi e la malavita. Insomma, tutti fattori allarmanti che, però, vengono messi in secondo piano quando l’italiota di turno decide di occuparsi dell’ultimo dei problemi. L’importanza della lotta alla prostituzione non riguarda il decoro delle strade, ma la fine della violenza sessuale contro le donne con una situazione economica precaria o totalmente disastrosa. Prendere il degrado e metterlo in una struttura non lo elimina affatto. E quei bambini, da adulti, diventeranno i nuovi frequentatori del bordello. Quando sono piccoli, li vogliono puri ed innocui. Quando crescono, possono anche diventare dei mostri che vedono le donne come dei sex toys dentro cui masturbarsi.

Morale della favola? Gli italioti sono legati più a un pezzo di asfalto che al dramma vissuto dalle donne coinvolte nell’industria del sesso. D’altro canto, non dovremmo stupircene, poiché questa è una società che vede le donne come oggetti riproduttivi e sessuali, e che dimostra più empatia verso un marciapiede piuttosto che nei confronti di una prostituita.

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