Turismo sessuale minorile: smettiamola di voltarci dall’altra parte

Illustrazione di Hanna Barczyk per NPR

29/04/2019


Le stime della onlus Ecpat, Ending Child Sexual Exploitation riportano, sulla base di un’analisi pluridecennale, che l’Italia detiene il primato per il turismo sessuale nelle classifiche mondiali. Sono circa 80mila gli italiani che ogni anno acquistano sesso durante un viaggio di lavoro o una vacanza. Le indagini svolte dai membri della onlus hanno anche consentito di scoprire che molto spesso il commercio del sesso si concentra sui soggetti minorenni: adolescenti e bambini.

I Paesi più ambiti sono: Brasile, Kenya, Moldavia, alcuni Paesi dell’Europa orientale e la Thailandia. I “turisti”, ai quali noi preferiamo affibbiare l’etichetta pedofili stupratori, sono di età compresa fra i 30 e i 50 anni, con un buon titolo di studio e un lavoro facoltoso.
Si tratta di single, fidanzati, sposati, con dei figli che li aspettano a casa.
Non accetterebbero neanche lontanamente l’idea che sui loro bambini venissero perpetrati degli abusi sessuali, né farebbero mistero di un legittimo, comprensibile desiderio di rivalsa nei confronti dei colpevoli.
Ma non si fanno scrupoli a violentare a pagamento dei ragazzini e delle ragazzine di 7-8 anni per una cifra equivalente a 5 euro. Le loro vite con contano. Perché appartengono ad un paese povero, perché le loro famiglie li vendono come fossero oggetti sulla bancarella di un mercato, perché nessuno si prende cura dei loro diritti. Sono i figli di nessuno, ma diventano proprietà degli uomini italiani facoltosi che sfuttano le situazioni di povertà e di degrado culturale del luogo in cui decidono di mettere in mostra il loro potere vigliacco e violento.

Ma come fanno ad arrivare ai soggetti minorenni? Che l’industria del sesso sia un fenomeno a livello globale non ci sono più dubbi, per cui potremmo porre domande del tipo “come fanno i ‘clienti’ a raggiungere le donne vittime di tratta?”
Quando un’industria produce, esattamente come nel caso di specie, si crea il cosiddetto giro di affari, e, in concomitanza, le voci viaggiano e si diffondono fino ad arrivare alle orecchie dei diretti interessati. Non è difficile. Nel caso delle donne prostituite per strada o nei bordelli, esistono siti come GnoccaTravels, dove i compratori di sesso recensiscono le loro “prodezze” compiute nelle mete del turismo sessuale, riportando i prezzi e la qualità delle prestazioni offerte dalle donne. Nel caso del del turismo sessuale minorile, invece, uno dei mezzi di divulgazione più utilizzati è il dark web, ossia il lato oscuro del web, cui si accede tramite software e programmi con rigide procedure di accesso. I trafficanti caricano del materiale pedopornografico su alcuni siti, aggiungendo email o link con cui contattarli. Talvolta pubblicano dei veri e propri cataloghi con foto, età e caratteristiche fisiche ed etniche dei bambini che vendono.
Come abbiamo detto sopra, non è difficile. Se il commercio consente di ottenere ingenti guadagni, chi lo gestisce cerca di accrescerlo. L’unico modo per riuscirci è avere un alto tasso di compratori. E poiché l’industria del sesso è molto fruttuosa, dobbiamo convenire che i suoi finanziatori sono moltissimi.

L’Ecpat, Ending Child Sexual Exploitation ha concluso la sua indagine riportando che il 95% di coloro che usufruiscono del turismo sessuale è di sesso maschile. Ancora una volta, ma senza alcuno stupore, constatiamo che questo fenomeno sussiste a causa degli uomini.
Gli uomini l’hanno fatto nascere e solo gli uomini potranno porvi fine. Se non c’è domanda, decade l’offerta. Ma nell’industria del sesso la domanda c’è ed è molto alta, come dimostra l’allarmante dato degli 80mila italiani coinvolti.
Abbiamo a che fare con degli uomini di grande cultura, esercitanti di facoltose professioni.
Li incrociamo per strada, in comune, nei negozi, al bar; ceniamo accanto al loro tavolo del ristorante, li urtiamo per caso al supermercato; li chiamiamo professore, avvocato, dottore, giudice, zio, frattello, nonno, papà.
Sono feroci uomini ordinari, predatori sessuali e deturpatori della dignità altrui, che sradicano l’innocenza e divorano l’infanzia dei bambini. Non possiamo più voltarci dall’altra parte. Sono tra noi. Fanno parte del tessuto sociale. Votano, lavorano e hanno una famiglia.
Sono lupi travestiti da agnello. I bambini girano in mezzo a loro, come vittime ignare del morso fatale che porterà via la loro innocenza.
Non possiamo più voltarci dall’altra parte. Non più.






Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...