Quell’ipocrisia nel combattere il linguaggio sessista sul lavoro e difendere la prostituzione

Recensione di un compratore di sesso su una donna prostituita

19/04/2019

Alcuni degli attivisti pro-prostituzione sostengono di essere favorevoli alla parità dei sessi. Tra questi, troviamo quelli che si battono affinché il linguaggio sessista contro le donne nel mondo del lavoro venga sanzionato. È lodevole, davvero. Peccato, tuttavia, che nel contempo difendano la prostituzione ritenendola un lavoro come un altro.

Se un datore di lavoro cerca del personale e gli viene inviato il curriculum di una ragazza, ha il diritto di dire agli altri dipendenti: “Mi hanno inoltrato il curriculum di questa zoccola, date un’occhiata”? No. Verrebbe stigmatizzato anzitutto da coloro che credono nella parità dei sessi. Se in una rinomata gelateria entra un cliente, che dopo aver consumato recensisce il negozio su Internet, e riferendosi alle gelataie utilizza epiteti sessisti, le ragazze possono denunciarlo? Sì. A tal proposito, esistono dei risarcimenti.

Commento di un compratore di sesso

Nella prostituzione, gli insulti sessisti contro le donne sono all’ordine del giorno. Questi pochi screenshot sono niente in confronto alla mole raccolta sui vari siti di donne prostituite. I compratori di sesso le insultano e provano piacere nel farlo. Lo fanno con le ragazze sulla strada, con quelle nei bordelli e con qualsiasi donna coinvolta nel commercio sessuale. Difendere l’industria del sesso equivale ad accettare l’idea che il linguaggio misogino sia lecito, che epiteti come troia e puttana siano accettabili. E visto che vengono utilizzati in un contesto definito lavoro come un altro, che senso ha denunciarli quando vengono rivolti ad un’impiegata, per poi tacere quando sono indirizzati alle cosiddette “lavoratrici sessuali”?

La sessualità vissuta dai compratori di sesso è degradante per le donne prostituite

Recensione di un compratore di sesso su una donna prostituita per strada

18/04/2019

“me la sono pompata…prima di scoparla…prima di farsela sfondare”

Quando i compratori di sesso recensiscono le donne da cui comprano prestazioni sessuali, utilizzano espressioni che fanno pensare alla passività femminile. La vagina viene vista come un buco da “sfondare”, in modo che la virilità del maschio supremo resti intatta.
La sessualità di questi uomini vede al centro l’IO. Conta solo il loro punto di vista. Infatti non parlano di reciprocità, bensì di azioni compiute esclusivamente da loro. Vedono il sesso come un’arma di distruzione, di dominio. Si sentono dei dominatori, dei super maschi capaci di fare tutto. L’immagine della donna che si sono stampati in mente è quella di un contenitore vuoto che subisce e si adegua. Si chiama degradazione.

Nella prostituzione lo stupro diventa rassegnazione

Recensione di un compratore di sesso su una escort araba

18/04/2019

Il compratore di sesso è consapevole di esercitare una sorta di potere nei confronti della donna che vende prestazioni sessuali. Pagando, può farle quello che gli pare, visto che al centro dell’incontro vengono messi soltanto i suoi desideri. Sulla base di questo dato di fatto, ogni azione, perfino la più misogina e violenta, viene accettata come rischio del mestiere. Da ignobile danno fisico e psicologico, lo stupro passa prima come un furto e poi come una conseguenza inevitabile. Questo individuo ha dato per scontato che alla donna da cui ha comprato sesso piaccia essere brutalizzata. “Ma poi capisce che deve soffrire”…insomma, la rassegnazione nell’incontrare dei sadici stupratori è una prerogativa molto comune nella prostituzione, un lavoro come un altro che, però, ti porta a tessere dei rapporti con dei potenziali predatori sessuali.

Nella prostituzione contano solo i desideri del compratore

Recensione di un compratore di sesso su una diciannovenne prostituita

15/04/2019

Chi è ancora convinto che nella prostituzione esista il reciproco piacere di chi compra e di chi vende, farebbe bene a leggere lo screenshot soprastante. Abbiamo sempre evidenziato il fatto che i compratori di sesso mettano al centro soltanto i loro desideri sessuali, escludendo, di conseguenza, quelli delle donne prostituite.
Se li prendessero seriamente in considerazione, non vedrebbero i corpi femminili come masturbatori da cui ottenere prestazioni in cambio di denaro. Siccome chi vende, a detta loro, non conta nulla, il suo piacere può essere messo in secondo piano.
Nello screenshot che segue, abbiamo la conferma di quanto detto sopra:

Recensione di un compratore di sesso su una donna prostituita in un bordello in Germania

I compratori di sesso danno per scontato che i loro capricci vengano assecondati. Infatti il suddetto elemento non ha chiesto alla ragazza di poterle eiaculare in bocca, ma l’ha fatto senza alcuna esitazione, per poi scoprire che non le piaceva. Oltre ad essere violento, questo comportamente è una prova lampante della misoginia vigente nell’industria del sesso.


La lotta contro la violenza misogina non finisce con l’ostracismo dei pro-prostituzione

Manifestazione contro la prostituzione

14/04/19

È incredibile, ma i pro-prostituzione sono arrivati in massa sulla nostra pagina Facebook, L’industria del sesso è violenza (https://www.facebook.com/controlavenditadiesseriumani/), e hanno iniziato a segnalare tutti i post con gli screenshot delle recensioni dei compratori di sesso, in cui raccontano le violenze che perpetrano contro le donne prostituite. Facebook ha, infatti, cancellato molti degli screen, minacciando altresì di eliminare la pagina, che dopo la pubblicazione di questo articolo verrà nuovamente riattivata. Abbiamo deciso di dare voce ai “clienti” perché le loro testimonianze sono la dimostrazione inequivocabile della misoginia celata dietro l’industria del sesso. Ma siccome i paladini del “sex work” devono continuare a fingersi progressisti, cercano di silenziare anche le voci di chi è coinvolto in prima persona. Dunque il blog continuerà a divulgare gli screenshot di recensioni e commenti di compratori di sesso e di consumatori di pornografia, nonché studi di esperti e testimonianze di sopravvissute al commercio sessuale. Seguiteci!